Roma, 30 maggio 2026 – Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia, nelle Considerazioni finali detta una politica post industriale basata sull’adozione diffusa dell’Intelligenza artificiale e sulla necessità che lo Stato intervenga per innescare l’innovazione trasformativa dell’IA. Rivoluzione in grado di aumentare la produttività fino a oltre l’1% . Spesa pubblica produttiva per un Paese che ha sorpreso, ma ora "vive una perdita di slancio". Gli investimenti in IA sono il motore della crescita di questi anni turbolenti. Guida Big tech, americana o cinese. Ma, spiega il Governatore, il successo ha spesso arriso non solo a chi ha introdotto le innovazioni, ma anche a chi ha saputo adottarle. L’Italia ha le carte in regola, ma "occorre agire con rapidità". Via Nazionale non nasconde i rischi dell’impatto sociale dell’IA. Chiede formazione, nuove competenze, accompagnamento dei lavoratori nella transizione digitale. "La rivoluzione tecnologica – scrive il Governatore – non produrrà spontaneamente benessere condiviso: deve essere governata. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale deve restare al servizio della persona e della società, non della concentrazione del potere tecnologico. Servono regole adeguate a tutelare il pluralismo, l’apertura dei mercati, la concorrenza e la dignità del lavoro; vanno condivise a livello globale".
Nell’era dell’IA tocca allo Stato guidare la svolta
Il governatore della Banca d’Italia detta la linea di quella che deve essere la politica industriale di oggi











