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Cristina Ravanelli e Francesco Sessa

Potrebbe esserci la genetica dietro ai crolli improvvisi: «La mutazione del gene, tipica di chi ha i capelli rossi, provoca maggiore tendenza alle ustioni»

Blackout sotto il sole. Si spegne tutto all’improvviso. Luce abbagliante, poi il buio. «Non mi ricordo l’ultima volta che mi sono sentito così debole», ha detto Jannik Sinner dopo la sconfitta al Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo. Quello che stava per succedere agli Australian Open contro Eliot Spizzirri al terzo turno — caldo feroce, asfissiante, crampi che lo bloccano, prima della chiusura del tetto e di una vittoria sofferta con l’aria fresca dell’impianto al chiuso — è accaduto a Parigi. Due prove di resistenza in altrettanti Slam, quest’anno. Sempre di giorno, sotto il sole, in giornate caldissime. La programmazione delle partite rischia di essere un nuovo nemico, o un alleato, del numero 1.

Nella chioma rossa di Jannik può esserci la verità: il gene MC1R. Mutazione che influenza nel cervello i recettori del dolore e della temperatura, tipica delle persone rossicce, «ma anche di chi sviluppa lentiggini, ha la pelle molto chiara, ha difficoltà ad abbronzarsi». A parlare al Corriere è Stefania Guida: dermatologa, professoressa dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e membro di MSKIP, network internazionale che studia proprio la mutazione MC1R.