La variazione genetica rende biologicamente differenti, ma non per forza più deboli. I soggetti portatori di rutilismo hanno una maggiore sensibilità cutanea al sole. Secondo gli studi internazionali in questi soggetti le scottature e le ustioni di vario grado dovute alla minor presenza di melanina sono più frequenti
Il malore di Jannik Sinner al Roland Garros non c’entra con il colore dei suoi capelli. A dirlo è la dottoressa Melania Rizzini su Il Giornale dopo gli accertamenti del campione di tennis al San Raffaele. Il termine che Rizzini utilizza è rutilismo: indica la caratteristica fisica di avere capelli e peli rossi o ramati. Spesso è associata a pelle chiara e lentiggini. Il rutilismo è dovuto a una variazione del gene MC1R situato sul cromosoma 16, che regola la melanina. Si tratta di una variazione genetica presente in meno del 2% della popolazione mondiale. La più alta si trova in Irlanda, dove il 10% della popolazione ha i capelli rossi.
Il gene MC1R è recessivo. Ma non perché tende a estinguersi nelle generazioni. Ma perché per manifestarsi con i suoi effetti cromatici sulla prole esso richiede una doppia copia di mutazione. Nel senso che se entrambi i genitori sono portatori sani di questo gene, essi avranno il 25% di probabilità di generare un figlio con i capelli rossi. I soggetti portatori di rutilismo hanno una maggiore sensibilità cutanea al sole. Secondo gli studi internazionali in questi soggetti le scottature e le ustioni di vario grado dovute alla minor presenza di melanina sono più frequenti. C’è anche un rischio più alto di sviluppare tumori cutanei.









