È un'ipotesi curiosa. E inevitabilmente ha fatto storcere il naso ai fan. Eppure non è la prima volta che si affaccia a livello scientifico sulla scena internazionale: i capelli rossi e la carnagione chiara sarebbero alcune delle cause della difficile gestione del "dolore termico". Insomma, tra le cause dell'eliminazione di Jannik Sinner dal Roland Garros ci sarebbe anche una motivazione genetica.
Lo studio Lo studio risale al 2005 e analizzava i pazienti in condizioni di quiete, non di certo durante una prestazione di uno Slam di tennis. Eppure i ricercatori del Massachusetts General Hospital avevano osservato che le persone rosse di capelli possono avere una percezione del dolore diversa rispetto alla media, probabilmente legata allo stesso pathway genetico. In particolare si evidenziava un collegamento con le mutazioni del genere MC1R, proprio quello che caratterizza le persone con capelli rossi e pelle chiara. Ne ha parlato Paolo Broganelli, responsabile di Dermatologia dell'ospedale Mauriziano di Torino, con la Gazzetta dello Sport: «Premesso che non al momento non abbiamo alcuna conferma pubblica del fatto che Sinner abbia fatto un test genetico o che possieda specifiche mutazioni MC1R, è pur vero che tale mutazione è spesso associata ai capelli rossi, pelle chiara e maggiore produzione di feomelanina che porta al "rosso naturale". Il fototipo indica come la pelle reagisce al sole e definisce 6 modelli che vanno dal fototipo I (pelle molto chiara, capelli rossi, lentiggini, il soggetto tende a scottarsi molto facilmente e non si abbronza) al fototipo VI, quindi pelle molto scura con il paziente che si scotta raramente». Una variante del gene MC1R è associata a una minore produzione di eumelanina, il pigmento più efficace nel proteggere la pelle dai raggi UV. Uno studio ha evidenziato come le persone con varianti MC1R presentino maggiore sensibilità alle radiazioni ultraviolette e una più alta predisposizione a scottature. Il fattore genetico Per Giovanni Di Giacomo, responsabile di Ortopedia e Traumatologia del Concordia Hospital di Roma, il malore accusato da Jannik Sinner contro Cerúndolo al Roland Garros ha radici molto più profonde: «Esiste un fattore genetico che determina la capacità di assorbire ed eliminare sodio, potassio, cloro e magnesio», ha detto il medico responsabile degli atleti per l'ATP e per la WTA durante gli Internazionali d'Italia e per le NITTO ATP Finals al Messaggero (potete leggere qui l'intervista integrale). Il crollo del numero 1 del tennis mondiale sarebbe quindi legato alla capacità individuale di gestire gli elettroliti sotto stress estremo: «Quando quella soglia viene superata, il corpo reagisce con problemi neurologici e muscolari incontrollabili. È esattamente ciò che si è visto nel terzo set del match contro Cerúndolo». Parole che spengono ogni polemica sulla preparazione e sulle possibili colpe del campione italiano: «Sinner è seguito nel miglior modo possibile e lui stesso cura ogni dettaglio della sua preparazione. Non ci sono responsabilità». La risposta di Sinner. Ora gli accertamenti Sinner in realtà non ha attribuito il suo calo fisico al caldo: «Mi sono sentito disorientato, improvvisamente con poca energia. Non ricordo l'ultima volta che mi ero sentito così debole», ha detto in un'intervista a La Stampa. «Ho provato ad andare avanti, il quarto set l'ho lasciato, nel quinto mi sentivo meglio, ma l'energia restava bassa. Non sono riuscito a tenere il primo game e da lì è stata in discesa per il mio avversario». Il problema era stato già al risveglio: «Non ho dormito bene, ho capito che qualcosa non andava. Del resto non sono un robot, nessuno vince sempre. Faceva caldo sì, ma non c'erano condizioni estreme. Il problema non era il caldo, ero io. Non saprei individuare un fenomeno scatenante. Dopo aver fatto la doccia in mattinata mi sono sentito meglio, poi in campo mi è arrivata come una botta. Non ho trovato la via d'uscita». Subito farà gli accertamenti per risalire a cosa è successo. E poi un po' di riposo. L'appuntamento è a Wimbledon.










