IERI TRUMP ha promesso la sentenza finale. Il presidente americano ha riformulato le sue aspettative e sottolineato che l’Iran dovrà rinunciare definitivamente alle armi nucleari e garantire la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo senza restrizioni né pedaggi. Trump ha affermato inoltre che Teheran completerà la rimozione delle mine navali e collaborerà con gli Stati uniti e l’Agenzia internazionale per l’Energia atomica alla distruzione del materiale nucleare arricchito sepolto nei siti colpiti dai bombardamenti americani. Nessun trasferimento di denaro è previsto «fino a nuovo ordine».
La decisione finale sarebbe stata presa dopo una riunione nella Situation Room. Dopo due ore, secondo quanto riportato dal New York Times, Trump non avrebbe raggiunto la decisione promessa. Ufficialmente non è stata fornita una copia ufficiale del «Memorandum d’intesa». Perciò continuano a moltiplicarsi una montagna di dichiarazioni, indiscrezioni, desideri e minacce da parte di tutti gli attori coinvolti.
Ciò che appare certo è che l’accordo mirerebbe a estendere il cessate il fuoco in vigore dall’8 aprile per altri 60 giorni, gettando le basi per discussioni più approfondite sul programma nucleare iraniano. Secondo funzionari Usa, Teheran avrebbe fornito «impegni verbali» sul nucleare, anche se le questioni più delicate dovrebbero essere affrontate nei negoziati formali successivi.














