Per il mondo della birra artigianale che compie trent'anni, è un giorno importante: presentata presso la Camera di Commercio di Brescia, davanti a circa 200 birrai e locali provenienti da tutta la Penisola, l’edizione 2027 della Guida alle birre d’Italia. Nella pubblicazione segnalate 2825 etichette con le storie di 468 produttori di birra e 54 di sidro.
Roberto Burdese, presidente di Slow Food Editore, ha ricordato che Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, «ha incontrato il tema della birra artigianale nella prima metà degli anni '90 negli Stati Uniti e ci chiese anche di drizzare le antenne rispetto a cosa accadeva nel settore brassicolo nel resto del mondo. Di lì a poco il movimento della birra artigianale prese le mosse anche in Italia e per noi fu del tutto naturale, assecondando l’intuizione di Carlo, dedicargli attenzione e considerazione. Un viaggio che oggi trova nuove ragioni per stimolarci a portare avanti il nostro impegno a fianco dei produttori e di tutti quelli che amano la birra artigianale».
A entrare nel merito del volume Eugenio Signoroni e Luca Giaccone, curatori della Guida, lanciando due sfide per il futuro: filiera e manifesto della birra artigianale italiana. «Se in questi primi trent'anni la birra artigianale italiana ha saputo costruirsi un’identità puntando soprattutto sulla creatività e sulla valorizzazione delle materie prime del territorio non caratterizzanti, come frutta, erbe, fiori o uva, nel futuro - sottolinea Signoroni - sarà importante iniziare a caratterizzare le birre impiegando materie prime italiane tipiche della produzione brassicola, come malto e luppolo. Si tratta di una sfida più complessa, anche perché meno immediatamente riconoscibile da parte dei bevitori, che però siamo convinti, alla lunga, pagherà, consentendo di definire fino in fondo italiano il nostro prodotto».






