L’Armenia si trova al centro di una crescente tensione geopolitica tra Russia e Occidente a pochi giorni dalle decisive elezioni del 7 giugno. Durante il vertice dell’Unione Economica Eurasiatica (UEE) tenutosi ad Astana, i leader di Russia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan hanno lanciato un duro avvertimento a Yerevan, sostenendo che un eventuale percorso di adesione all’Unione europea rappresenterebbe un serio rischio per la sicurezza economica dell’intero blocco eurasiatico.

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La dichiarazione congiunta diffusa al termine dell’incontro segna un ulteriore irrigidimento dei rapporti tra Mosca e il governo del primo ministro Nikol Pashinyan, che negli ultimi anni ha progressivamente rafforzato i legami con l’Occidente senza però formalizzare l’uscita dell’Armenia dall’UEE.

L’ultimatum dell’Unione Eurasiatica

I leader del blocco guidato dalla Russia hanno invitato l’Armenia a organizzare al più presto un referendum nazionale che consenta ai cittadini di scegliere chiaramente tra il mantenimento dell’integrazione eurasiatica e il percorso verso l’adesione all’Unione europea. Contestualmente, l’UEE ha annunciato l’avvio di una revisione formale della partecipazione armena all’organizzazione, un processo che potrebbe portare alla sospensione del Paese entro la fine dell’anno.