Il 7 giugno gli armeni decideranno molto di più del nuovo governo: se vincerà Pashinyan proseguirà lo storico avvicinamento dell'ex repubblica sovietica a Usa e Ue, altrimenti rientrerà sotto la sfera russa. Putin minaccia di tagliare energia e importazioni; Trump mette sul tavolo una rotta commerciale che porta il suo nome; l'Europa ha in cantiere l'adesione, ma in un orizzonte molto lungo

L’appuntamento elettorale del 7 giugno in Armenia sarà seguito ben oltre i confini di questo piccolo Paese abbarbicato nel Caucaso. I circa 2 milioni e mezzo di elettori armeni dovranno infatti decidere se proseguire nella via dell’avvicinamento all’Occidente, riconfermando la leadership del primo ministro Nikol Pashinyan e del suo partito di centrodestra, Contratto Civile, oppure se riavvicinarsi alla Federazione russa, premiando un partito come Armenia Forte del miliardario Samvel Karapetyan.