Si è mosso in prima persona, pubblicamente. La fibrillazione a Mosca è altissima in vista del voto del 7 giugno. La Russia non ci sta ad assistere all'avvicinamento di Yerevan all'Ue: già scattato lo stop all'import di prodotti armeni, la grande minaccia è sul gas e sull'espulsione dall'Unione economica euroasiatica

A pochi giorni dalle elezioni politiche in Armenia, altra nazione ex-Urss che sta sganciandosi sempre di più dall’orbita intorno a Mosca, cresce la pressione di Vladimir Putin sugli elettori di Yerevan e dintorni, chiamati al voto il 7 giugno. Sabato l'ambasciatore russo Sergei Kopyrkin è stato convocato a Mosca per consultazioni in merito ai passi armeni di riavvicinamento con l'Ue, "iniziative che risultano dannose per la cooperazione nell'ambito dell'Unione Economica Eurasiatica", specifica la missione diplomatica russa, parlando dell'Associazione che favorisce gli scambi commerciali tra 5 paesi post-sovietici, tra cui l’Armenia e la Russia.