Un arresto nell’ambito della più imponente operazione antimafia mai realizzata contro la ’ndrangheta vibonese, un’assoluzione piena e adesso una sentenza destinata a far discutere. Il Tribunale civile di Salerno ha condannato il Ministero al risarcimento dei danni nei confronti di Matteo Famà, 46enne di Pizzo coinvolto nel dicembre 2019 nell’inchiesta Rinascita Scott, riconoscendo quella che i giudici definiscono “una grave distorsione dei fatti che ha portato a una misura cautelare rivelatasi infondata”.

L’arresto nel maxi blitz Rinascita Scott

Per comprendere la portata della vicenda bisogna tornare al 19 dicembre 2019, giorno della maxi operazione Rinascita Scott, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che portò all’emissione di centinaia di misure cautelari tra arresti e provvedimenti restrittivi.

Tra gli indagati figurava anche Matteo Famà, accusato di aver partecipato a una violenta rissa avvenuta a Pizzo il 2 agosto 2017. Sulla base di questa ricostruzione il gip dispose nei suoi confronti gli arresti domiciliari, confermati successivamente dopo l’interrogatorio di garanzia. Una vicenda che ebbe pesanti conseguenze sul piano personale, sociale e reputazionale per l’uomo, finito al centro di una delle più importanti inchieste antimafia degli ultimi anni.