Clamorosa sentenza del Tribunale civile di Salerno sul maxi blitz antimafia “Rinascita Scott” che condanna il Ministero ad un risarcimento a favore di Matteo Famà. I giudici: «C’è stata colpa grave di Gip e Dda di Catanzaro. Evidente travisamento dei fatti: Famà era la vittima della rissa e non l’autore»

VIBO VALENTIA – Una sentenza destinata ad aprire un forte dibattito sul tema degli errori giudiziari, delle misure cautelari e della responsabilità dei magistrati arriva dal Tribunale civile di Salerno, che ha riconosciuto la colpa grave del Gip e dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro coinvolti nella vicenda giudiziaria di Matteo Famà, 46enne di Pizzo Calabro, finito nel dicembre 2019 nell’inchiesta antimafia “Rinascita Scott” e successivamente assolto con formula piena e ora destinatario di un risarcimento per la detenzione sofferta e il palese errore giudiziario.

I giudici salernitani hanno disposto, accogliendo le doglianze dell’avvocato Brunella Chiarello, il risarcimento dei danni nei confronti dello Stato, ritenendo illegittima la misura cautelare applicata all’uomo, arrestato nell’ambito del maxi blitz “Rinascita-Scott” coordinato dalla Dda di Catanzaro. Una pronuncia particolarmente significativa perché non si limita a certificare l’errore, ma individua precise responsabilità nella gestione dell’inchiesta e nell’applicazione degli arresti domiciliari.