Pubblicato il: 09/06/2026 – 7:19

VIBO VALENTIA La Corte d’Appello di Catanzaro ha depositato le motivazioni della sentenza emessa lo scorso 21 maggio nell’ambito del maxiprocesso Rinascita Scott contro la ‘ndrangheta vibonese. Si tratta del troncone abbreviato, tornato di fronte la seconda sezione penale catanzarese dopo che la Cassazione ne aveva disposto il rinvio dopo l’esclusione dell’aggravante prevista dal comma 6 dell’articolo 416 bis, relativa al finanziamento delle attività economiche con il provento dei delitti. La caduta dell’aggravante ha portato alla riduzione di pena per 26 imputati.

Il tema della discrezionalità della Corte

I giudici nelle motivazioni partono dalla sentenza emessa dalla Corte di Cassazione il 22 maggio 2025, che ha disposto l’annullamento senza rinvio dell’aggravante del comma 6 dell’articolo 416 bis e di alcuni capi d’imputazione relativi a singoli imputati, disponendo il rinvio alla Corte d’Appello con il solo compito di procedere allo «scomputo aritmetico della frazione di pena individuata dal giudice di primo grado per la predetta aggravante ovvero per la frazione di pena individuata quale aumento a titolo di continuazione». In sostanza, il solo compito di procedere alla semplice sottrazione della pena per l’aggravante poi annullata dagli ermellini, senza intaccare il resto, in quanto «preclusa qualsiasi discrezionalità nella determinazione della pena, già confermata dalla Corte di Cassazione e divenuta definitiva» dopo i ricorsi rigettati o ritenuti inammissibili. Un dettaglio su cui hanno tentato di controbattere le difese, secondo cui la Corte d’Appello avrebbe conservato integra la discrezionalità in punto di determinazione della pena.