La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza con cui a gennaio scorso il Tribunale del Riesame di Bari aveva confermato il carcere per il 36enne Giovanni Tritto, ritenuto il mandante dell’omicidio del 44enne Nicola Vasienti, ucciso a Bari il 16 novembre 2016. L’indagato al momento resta in carcere in attesa di una nuova pronuncia dei giudici. La vittima, ritenuta vicina al clan Strisciuglio, fu trovata senza vita, impiccata nel suo appartamento nel quartiere San Paolo di Bari, e il caso fu inizialmente archiviato come suicidio. L’inchiesta sul decesso fu riaperta nel 2025 dalla Dda di Bari che ipotizzò un omicidio per strangolamento, commesso secondo l’accusa su ordine del clan perché Vasienti aveva deciso di collaborare con la giustizia.

A dicembre furono arrestati i tre presunti esecutori materiali (Domenico Remini, Gaetano Remini e Donato Sardella) e il presunto mandante, Tritto. Il processo con rito abbreviato a loro carico è fissato per il prossimo 23 settembre. I difensori di Tritto, gli avvocati Carlo Russo Frattasi e Dario Vannetiello, hanno impugnato il provvedimento cautelare contestando, tra le altre cose, la attendibilità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Accogliendo il ricorso contro il no dei giudici baresi alla revoca della misura, la Cassazione ha ora annullato quell'ordinanza, rinviando la decisione a un’altra sezione del Tribunale del Riesame di