Rinascita-scott: La Corte d’Appello deposita le motivazioni della sentenza del processo bis: ecco perché le pene sono state ridotte. La Cassazione aveva escluso l’aggravante del reimpiego di fondi di provenienza illecita.

La Corte d’appello di Catanzaro ha depositato il 4 giugno scorso le motivazioni della sentenza del processo bis di Rinascita-Scott emessa il 21 maggio precedente contro i 26 imputati – che si sono visti rideterminare la pena del precedente giudizio proveniente dall’abbreviato – , il procedimento che ha messo sotto accusa uno dei più estesi sistemi di ‘ndrangheta mai documentati in Calabria. Il provvedimento giunge all’esito di un lungo percorso processuale avviato dal giudizio abbreviato davanti al G.U.P. del Tribunale di Catanzaro, culminato con la sentenza del 6 novembre 2021, e poi approdato alla Corte di Cassazione.

La Suprema Corte, con pronuncia del 22 maggio 2025, aveva annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro del 30 ottobre 2023, limitatamente all’aggravante prevista dal comma 6 dell’art. 416 bis del codice penale – legata al finanziamento di attività economiche controllate con il provento di delitti – e con riferimento ad alcuni specifici capi d’imputazione contestati a Gallone Pasquale, Gallone Cristiano e D’Andrea Pasquale Antonio. Aveva inoltre annullato con rinvio la determinazione della pena, ordinando alla Corte territoriale di ridefinirla alla luce dell’esclusione di tale aggravante.