Da una parte la proprietà del Cosenza: il duo Guarascio-Scalise, mai così solo da quando l'imprenditore originario di Parenti ha preso in mano le redini del calcio nella città dei bruzi. Dall'altra tutto il resto del mondo rossoblù: tifosi, addetti ai lavori, amministratori, semplici simpatizzanti. Finanche le persone più disinteressate sono consapevoli di dove spiri il vento a Cosenza in questi mesi. Una intera città si sente prigioniera e vuole alzare i decibel con la speranza che questo possa bastare a spezzare le catene. L'ultima stagione è stata paradigmatica. I rossoblù hanno rischiato di arrivare secondi in classifica (ovvero in pole position nella zona playoff) seppur giocando nel rimbombo del “Marulla”. E in trasferta? No, fuori dalle mura amiche, il calcio è rimasto una gioia per i tifosi del Cosenza che hanno gremito gli spalti altrui anche nelle trasferte più improbabili. Ed era successo anche lo scorso anno, quando la squadra aveva mestamente abbandonato la serie B da tempo. Un messaggio chiaro: i rossoblù si seguono a prescindere dalle categorie, ma c'è un limite. E il limite, a oggi, è rappresentato dalla proprietà. Un concetto che centinaia di tifosi del Cosenza hanno manifestato a chiare lettere nella protesta organizzata nel cuore della città. Striscioni, cori, qualche auspicio sulla cessione della società, ma soprattutto la voglia di voltare pagina. Emblematiche le parole dello storico capo ultrà del Cosenza, Sergio Crocco: «Questa società è riuscita nell'intento di farci vergognare della nostra cosentinità. Una vera impresa». Non un punto di vista isolato, ma un pensiero dilagante. Il duo che guida il Cosenza è sempre più solo. Dove porterà, ancora, l'ostinazione?
Cosenza unita contro il duo Guarascio-Scalise, una città intera ha mollato la proprietà: “A causa loro ci vergogniamo di essere cosentini” FOTO
Da una parte la proprietà del Cosenza : il duo Guarascio-Scalise , mai così solo da quando l'imprenditore originario di Parenti ha preso in mano le redini del...











