In attesa della firma per la cessione del Cosenza calcio, in più di 2000 tifosi hanno sfilato per protesta nel centro cittadino per ribadire che il Cosenza è del suo popolo

COSENZA – Un urlo che si è levato alto nel cielo, a prescindere dalle notizie arrivate in mattinata circa la possibilità del buon esito della trattativa per la cessione del club. Ieri pomeriggio (29 maggio 2026) tutta Cosenza ha sfilato per le vie della città per chiedere la libertà da una situazione ormai paradossale, che costringe da anni il calcio cittadino in un labirinto senza via d’uscita. C’era tutta Cosenza, sì! E non solo la tifoseria… Oltre 2000 hanno sfilato in corteo. Perché quell’urlo era l’urlo di dolore di tutta la gente cosentina che ha visto deturpato un bene che, lo ricordiamo, ha risvolti sociali e non solo privati. Un bene è simbolo di identità e di appartenenza, sentimenti spesso e volentieri non compresi dall’attuale proprietà del Cosenza Calcio.

Dopo un anno di assenza dallo stadio, “con orgoglio, coerenza e dignità”. come scritto nella locandina della manifestazione, con il minimo storico di presenze sugli spalti e prospettive per nulla edificanti, si è scesi compatti in piazza per urlare a tutti che “il Cosenza è del suo popolo”. Un’altra stagione come quella appena trascorsa renderebbe ancora più povero il tessuto sociale e partecipativo di tutta la provincia, che ancora oggi come un tempo si identifica nei colori rossoblù del Cosenza Calcio come fattore di condivisione e di costruzione di rapporti. Ecco, dunque, che proprio nel momento in cui è uscita allo scoperto una trattativa importante per la cessione del club, si è deciso di chiedere a gran voce che l’attuale proprietà compia questo passo fondamentale.