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Patrizia Gabrielli

Il 2 giugno di ottant'anni fa, il suffragio femminile in Italia e la fine della monarchia. La ricostruzione di quel clima elettorale nel libro di Patrizia Gabrielli, in edicola da sabato 30 maggio con il quotidiano, in collaborazione con Donzelli. Un estratto della nuova prefazione

La Repubblica italiana nasce ottant’anni fa dal voto popolare, dalla volontà espressa da uomini e donne, queste ultime per la prima volta elettrici ed elette in virtù del decreto luogotenenziale del 1° febbraio 1945, varato dal secondo governo Bonomi. Se molte di loro (ben 8.441.537) si erano già recate alle urne nella primavera del 1946, per le prime tornate delle elezioni amministrative, il 2 giugno, con la consultazione referendaria e l’elezione dell’Assemblea costituente, è la data simbolo del primo voto delle italiane.

Questa partecipazione segna un significativo passaggio, un vero e proprio evento storico e non certo una semplice aggiunta: quella inedita presenza ai seggi e presto, seppure inadeguatamente rappresentata, alla Costituente, sostanzia l’impianto della Repubblica italiana e, come ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno, il 31 dicembre 2025, le conferisce «un carattere democratico indelebile, avviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parità».