La scuola sta per finire e, come accade ogni anno, per tanti bambini e ragazzi con disabilità cessa ogni possibilità di socializzazione e svago. Infatti, i genitori che cercano un centro estivo per i propri figli si sentono rispondere che “non ci sono educatori”, che “gli spazi non sono adatti” o che possono essere accolti solo con un assistente pagato dalla famiglia.
È successo alla madre di Daniela, che ha dovuto pagare l’assistente Asacom, oltre alla quota di iscrizione al grest estivo, organizzato da una cooperativa nei locali della scuola. Va meglio nella zona tra Bronte e Acireale dove l’associazione “20 novembre” sostiene le famiglie, come racconta Michela Finocchiaro, vicepresidente: “Noi facilitiamo l’inserimento dei nostri ragazzi nei grest estivi e provvediamo a scegliere gli operatori più adatti alle loro necessità. Per alcuni molto gravi ce n’è uno dedicato, mentre per altri meno gravi il rapporto è 1/2 o 1/3”.
Tutto questo si può fare grazie a una programmazione e all’inserimento non solo degli operatori ma anche di un analista del comportamento a loro supporto e all’adattamento di tutte le attività in CAA (comunicazione aumentativa alternativa). “Aiutiamo le famiglie associate anche economicamente coprendo la metà del costo dell’operatore, inoltre queste non pagano le quote d’iscrizione al centro estivo ma solo una quota minima giornaliera di assicurazione”, aggiunge Finocchiaro che ricorda anche che è possibile richiedere il rimborso al comune di competenza che può attingere dai fondi ministeriali destinati ai distretti per i grest estivi.








