Calenda ha preso le distanze dall’alleanza con Cannizzaro a Reggio, scaricando la responsabilità sul partito locale. Ma a benedire la candidatura del deputato azzurro era arrivato il vicesegretario nazionale Ettore Rosato e la scelta viene difesa anche dal senatore Marco Lombardo

In aprile, all’alba della campagna elettorale, Ettore Rosato – vicesegretario di Azione – ha pronunciato le seguenti parole nel giorno dell’inaugurazione, a Reggio Calabria, della segreteria politica del suo partito: «Abbiamo fatto quello che diciamo sempre, cioè scegliamo il miglior candidato. Francesco Cannizzaro è una persona preparata, che conosce la sua città, che fa una scelta molto chiara, lascia il Parlamento per venire a dedicarsi a Reggio Calabria. Apprezziamo anche questo e poi abbiamo condiviso un programma che mette al centro questioni importanti per questa città. Siamo contenti di fare questa campagna elettorale per rilanciare Reggio Calabria, che è un capoluogo importante ma ha anche un lungo elenco di problemi da affrontare seriamente, a partire da quelli dell’amministrazione comunale».

Quindi, tagliato il nastro, fra gli applausi, ha salutato uno ad uno i candidati al consiglio comunale, compreso Gianluca Califano , commissario provinciale di Azione. Prima, però, Califano è stato consigliere comunale d’Italia Viva nella maggioranza di Falcomatà, presidente di commissioni consiliari,membro dello staff del sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace. Poi, proprio per indossare l’azzurro calendiano, lasciò l’incarico a Palazzo Alvaro, affidatogli da Versace.Intanto Azione, e Califano in testa, hanno vissuto una campagna elettorale con la coalizione di centrodestra, accanto a Cannizzaro, candidato sindaco, nonché deputato forzista, oggi sindaco di Reggio Calabria.