Non (solo) la gara, ma l’Italia che le scorre accanto. “Il Giro in Italia” racconta ogni giorno i luoghi, le storie e le curiosità dietro ogni tappa della 109esima Corsa rosa. Tra geografia e memoria, il Giro diventa il pretesto per raccontare i territori che attraversa. Qui tutte le altre puntate.
Un Giro che va a finire sempre allo stesso modo, con un corridore della Visma che vince sugli arrivi in salita. Anche a Piani di Pezzè, al termine del tappone con la Cima Coppi, il punto più alto di tutta la corsa, sul Passo Giau. Questa volta a vincere non è Jonas Vingegaard: la maglia rosa ha lasciato un giorno di libertà al suo ultimo uomo del cuore, l’americano Sepp Kuss.
E Kuss, che sa anche vincere, si prende la tappa più dura della corsa. Lo fa entrando nella fuga buona e poi andando a scavalcare Giulio Ciccone a due chilometri dal traguardo, dopo che l’abruzzese aveva attaccato senza un vero piano al Gpm del Falzarego, litigando con Einar Rubio che gli aveva portato via i punti per la classifica scalatori e buttandosi in discesa.
L’americano Sepp Kuss ha vinto la tappa (FOTO ANSA)
Con questa vittoria Kuss entra nel gruppo dei grandi capaci di vincere una tappa in tutti e tre i grandi Giri. E Vingegaard è sempre più vicino ad aver vinto anche il Giro dopo Tour e Vuelta. Al traguardo primo degli italiani è proprio Ciccone, terzo. E registriamo finalmente una buona giornata dell’altro Giulio, Pellizzari: il giovane marchigiano ha dato una grande mano al suo capitano Jai Hindley, che così sale sul podio.















