Dalla 'bolla di calore' del Roland Garros al ciclismo e al nuoto: "Per l'Onu stiamo raggiungendo i limiti biologici"
Il calore al Roland Garros 2026, una bolla che ha elevato le temperature parigine ben oltre la media stagionale tra le cause che hanno fatto crollare Jannik Sinner, e portato sull'orlo del collasso Jakub Mensik creando problemi anche a Novak Djokovic, offre l'occasione di ragionare sui riflessi del cambiamento climatico sulla pratica degli sport. L'Adnkronos ne ha parlato con Mario Tozzi, ricercatore Cnr, divulgatore scientifico e conduttore di 'Sapiens - Un solo pianeta' su Rai 3, concentrato particolarmente sugli effetti antropici nell'ecosistema. Anzitutto, osserva, "l'ultimo rapporto dell'Ipcc, l'organismo dell'Onu per il controllo sul cambiamento climatico, dice che siamo vicini ai limiti biologici dei viventi. Cioè che il riscaldamento sta arrivando a farsi sentire in maniera fisica, biologica, non più soltanto in maniera diciamo 'esperienziale' ".
"Significa - spiega Tozzi - che i sistemi, cioè le cellule fondamentalmente, hanno dei limiti che il riscaldamento climatico sta cominciando a mettere a dura prova. È quello che poi si verifica nelle ondate di calore in Europa. Queste, secondo alcuni, potrebbero raddoppiare o addirittura arrivare al triplo delle vittime degli anni passati. Quindi significa che sta progressivamente peggiorando la situazione" anche se - ammette - "non mi pare che siamo ancora al punto di far giocare negli stadi con l'aria condizionata".











