di
Ruggiero Corcella
Il professor Gianfranco Beltrami, vicepresidente Federazione medico sportiva italiana: «Problematica legata ai sintomi premonitori di un colpo di calore, probabilmente accentuati da una stanchezza accumulata dai pressanti e continui impegni, ma anche da fattori contingenti legati al sonno, al riposo, allo stress o all’alimentazione»
Quando un atleta del livello di Jannik Sinner si ferma improvvisamente durante una partita e pronuncia parole come «non mi sento bene, devo vomitare», il pensiero corre subito a qualcosa di serio. Nel tennis professionistico, però, episodi di questo tipo non sono così rari, soprattutto nei match lunghi e disputati in condizioni climatiche difficili. Il fatto che il giocatore abbia poi ripreso la partita dopo il medical time-out suggerisce che non si sia trattato di una patologia acuta grave, ma piuttosto di una crisi fisiologica legata allo sforzo estremo. Abbiamo chiesto al professor Gianfranco Beltrami, specialista in Medicina dello sport e Cardiologia, vice presidente Federazione medico sportiva italiana, di aiutarci a capire cosa può essere successo.
Professor Beltrami, a cosa può essere dovuto il crollo di Sinner?«Non è certo facile fare una diagnosi precisa sulla base dei sintomi accusati da Sinner, ma ritengo che che con ogni probabilità la problematica possa essere legata ai sintomi premonitori di un colpo di calore, probabilmente accentuati da una stanchezza accumulata dai pressanti e continui impegni, ma anche da fattori contingenti che anche in un grandissimo atleta come lui possono condizionare le possibilità di recupero».











