«Quanto accaduto oggi nel corso del match del Roland Garros tra Sinner e Cerundolo conferma purtroppo il nostro allarme relativo ai rischi dell’attività sportiva con temperature elevate». Lo afferma la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) che solo due giorni fa aveva ricordato i rischi che corrono tennisti, raccattapalle, spettatori a causa del caldo estremo registrato a Parigi.
La sconfitta di Sinner «dimostra che il tennis è uno sport ad alto rischio quando si gioca con temperature elevate – spiega il presidente Sima, Alessandro Miani – I principali rischi sanitari per i giocatori sono disidratazione, squilibri elettrolitici, crampi da calore, esaurimento da calore, sincope, colpo di calore, rabdomiolisi, danno renale acuto, riduzione della performance cognitiva e motoria, ustioni solari e rash da calore. Nel tennis, dove le partite possono durare ore, si sommano esposizione solare, sforzo intermittente ad alta intensità, superfici che accumulano calore, umidità, ridotta ventilazione e tempi di recupero spesso insufficienti».«Come abbiamo già detto, non basta misurare la temperatura dell’aria indicata dalle stazioni meteo: occorre valutare il calore percepito realmente sul campo, integrando umidità, radiazione solare, vento, ombra disponibile e materiale della superficie. La protezione della salute non può essere lasciata alla percezione individuale del giocatore o alla sola temperatura dell’aria: servono indicatori ambientali corretti, protocolli chiari, formazione del personale e misure di raffreddamento già predisposte prima che compaiano i sintomi. Nel tennis, la domanda non è più se il caldo possa interferire con la gara, ma quando il campo diventa un ambiente non sicuro per chi gioca, lavora o assiste», conclude Miani.












