Con l'obbligo 5,3 miliardi di imponibile in più in cinque mesi. I negozi più a rischio evasione

Un miracolo fiscale. Oppure la certificazione del fatto che i pagamenti elettronici garantiscono l’emersione del sommerso. E chi si oppone ogni volta che la legislazione va in questa direzione lo sa benissimo. Il Sole 24 Ore annuncia che nei primi cinque mesi di applicazione dell’obbligo di allineamento tra scontrini e Pos sono emersi 5,3 miliardi di imponibile. Con 115 milioni di scontrini in più. E un miliardo di incassi in più per lo Stato. L’obbligo è entrato in vigore il 1° gennaio scorso, una volta completato l’anno di attesa previsto dalla manovra 2025 che l’ha introdotto. La sua piena operatività è iniziata a inizio marzo.

In cinque mesi il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone ha spiegato che l’imponibile aggiutivo è di 5,3 miliardi. Sono per l’Iva e ipotizzando un’aliquota media del 18% (non tutte le attività adottano il 22%) significa un miliardo di incassi in più per lo Stato. E se il ritmo rimanesse questo si formerebbe un extragettito di 2,4 miliardi. Tutti soldi che possono diventare servizi ai cittadini. Non è incredibile? Tutto questo è soltanto il frutto della regola dell’allineamento tra Pos e scontrini.