Un’insolita passeggiata mattutina attraverso l’East Lawn Cemetery di Ithaca, nello stato di New York, ha portato alla luce un’immensa colonia di circa 5,5 milioni di api sotterranee. La scoperta, pubblicata lo scorso 13 aprile sulla rivista Apidologie da un gruppo di ricerca della Cornell University, documenta una delle più grandi aggregazioni di questi insetti mai registrate nel mondo. La popolazione, appartenente alla specie Andrena regularis, occupa un’area di circa mezzo ettaro e rappresenta un tassello cruciale per l’impollinazione dei frutteti della regione, dimostrando che i cimiteri storici possano rivelarsi rifugi insospettabili per la biodiversità urbana.La genesi della scopertaTutto è iniziato nella primavera del 2022, quando Rachel Fordyce, all’epoca tecnica di laboratorio del dipartimento di entomologia della Cornell University, ha notato una presenza anomala di insetti durante il suo abituale percorso a piedi verso il lavoro. Dopo aver raccolto alcuni esemplari, li ha mostrati a Bryan Danforth, entomologo dello stesso ateneo. L’analisi ha rivelato che si trattava di Andrena regularis, comunemente chiamata ape mineraria o minatrice. A differenza delle api mellifere, questa specie selvatica ha uno stile di vita solitario e nidifica scavando gallerie nel terreno. I registri storici indicano che l’insetto è presente nel cimitero, fondato nel 1878, almeno dai primi del Novecento.Il censimentoPer calcolare l’entità della colonia, gli scienziati hanno impiegato un metodo di monitoraggio basato su dieci trappole, posizionate nel cimitero tra la fine di marzo e la metà di maggio del 2023. Queste piccole tende a rete coprono meno di un metro quadrato di suolo e convogliano gli insetti che escono dalla terra verso un contenitore di vetro. In totale sono stati campionati oltre tremila insetti appartenenti a 16 specie diverse, tra api, coleotteri e mosche, con una schiacciante prevalenza di Andrena regularis. Estrapolando la densità media riscontrata sulle trappole per l’intera superficie idonea del cimitero, i ricercatori hanno stimato una popolazione totale compresa tra i 3 e gli 8 milioni di esemplari, con un valore medio di 5,5 milioni. L’equivalente di oltre 200 alveari di api domestiche.La ricerca ha permesso di raccogliere dati inediti sulla biologia di questo insetto poco studiato. Le trappole hanno rivelato che i maschi emergono dal suolo con qualche giorno di anticipo rispetto alle femmine durante le prime giornate calde di aprile, una strategia che massimizza le opportunità di accoppiamento. Successivamente, le femmine scavano i nidi e depongono le uova in celle riempite di polline e nettare. La specie ha la particolarità di svernare allo stadio adulto nel sottosuolo, il che le permette di attivarsi molto presto in primavera, in perfetta sincronia con la fioritura dei meli dei vicini frutteti della Cornell University, situati a circa cinquecento metri di distanza. Il monitoraggio ha evidenziato anche la presenza di dinamiche ecologiche complesse, come il parassitismo da parte delle api della specie Nomada imbricata, che depongono le proprie uova nei nidi della specie ospite a scapito delle larve originarie.Un patrimonio da conservareLa scoperta evidenzia la necessità di tutelare i siti di nidificazione delle api selvatiche, che per il 75% sono specie solitarie che vivono nel sottosuolo. Luoghi come i vecchi cimiteri cittadini offrono condizioni ideali: terreni sabbiosi facili da scavare, assenza di pesticidi e un ambiente che non subisce le profonde alterazioni tipiche dell’agricoltura intensiva o dello sviluppo edilizio. Per evitare che popolazioni di questa portata vengano distrutte accidentalmente da colate di cemento o lavori stradali, gli autori dello studio hanno avviato un’iniziativa globale di citizen science. Il progetto invita i cittadini a segnalare la presenza di aggregazioni di api sotterranee per censire e proteggere questi fondamentali impollinatori prima che la frammentazione degli habitat ne comprometta la sopravvivenza.