PADOVA - La prima volta che Andrea Tomaello si era occupato pubblicamente di Padova era stata un anno fa. Ricopriva la carica di vicesindaco di Venezia e aveva deciso di pungere così la giunta Giordani: «Mentre a Venezia il Pd critica l’utilizzo dei fondi pubblici per il Bosco dello Sport, l’amministrazione Pd-centrosinistra ha presentato per l’ennesima volta una curva da quasi 10 milioni. Compagni che sbagliano o compagni confusi?». Ora Tomaello veste due nuovi abiti: consigliere regionale e commissario veneto della Lega. Siede al tavolo che deciderà il prossimo candidato sindaco di Padova e parla a pieno titolo lanciando ufficialmente la candidatura di Roberto Marcato per il 2027. «Sì, è l’uomo su cui puntiamo per la corsa a sindaco».
Commissario, dopo la vittoria di Venezia ora è tempo di iniziare a lavorare sulle prossime sfide? «Sì, il prima possibile. A Venezia ci siamo imposti con un risultato largo e siamo molto soddisfatti visto che in Veneto non governiamo molti capoluoghi. Ora però dobbiamo iniziare subito a pensare alle prossime città da riconquistare tra un anno, Padova e Verona».Come si muoverà? «Ho chiesto la convocazione di un tavolo di centrodestra entro fine giugno per parlare delle prossime elezioni. Sono convinto che nelle grandi città le candidature vadano costruite presto, altrimenti si rischia di perdere in partenza come è capitato con Martella per il Pd a Venezia. Simone Venturini invece si era fatto conoscere per undici anni con un’attività molto intensa. È vero che l’annuncio è arrivato pochi mesi prima, ma la candidatura era già in fase di costruzione da un pezzo».A Padova l’ultima volta era finito malissimo. Il civico Peghin lanciato dal centrodestra solamente cinque mesi prima e nettamente sconfitto dal sindaco uscente Giordani... «Non ho seguito direttamente le elezioni di quattro anni fa ma penso che i candidati vadano scelti presto soprattutto nelle grandi città dove il territorio è vasto e bisogna farsi conoscere ovunque. Ora non siamo in ritardo ma non siamo nemmeno così in anticipo. Nelle prossime settimane ci vedremo con gli altri coordinatori del centrodestra e partiremo».Avete già avuto dei colloqui informali sul tema? «Sia Tosi che Speranzon hanno già dato disponibilità per sedersi al tavolo il prima possibile, sentiremo anche l’Udc e le altre componenti centriste. L’obiettivo è arrivare con il nome pronto dopo l’estate, per poi fare un programma serio. La storia insegna che o si parte presto o si perde. Il centrodestra purtroppo nella grandi città ha già fatto alcuni errori negli anni. Bisogna partire». Da mesi circola il nome di Roberto Marcato. Hanno speso parole positive sul suo conto tanti big del partito, da Salvini a Stefani. «Marcato è un ottimo nome. Si è costruito sul campo, da assessore regionale della giunta Zaia ha dimostrato di saper amministrare bene e in più conosce Padova avendo fatto il presidente del consiglio comunale. Per noi è il nome migliore che c’è. È quello che porteremo al tavolo».Non ci sono altre ipotesi? «Ne parlerò con il segretario provinciale Pettenuzzo ma attualmente per noi non ci sono altri nomi. Siamo convinti che Marcato abbia tutte le carte in regola per fare bene. Ma è un tavolo di coalizione e quindi deciderà la coalizione, non vogliamo imporre alcuna candidatura. Noi portiamo lui, speriamo agli altri piaccia».Venturini ha sfondato a Venezia con la sua lista civica, Marcato invece ha ben stampato in fronte il simbolo della Lega. «L’importante è che il candidato sia radicato nel territorio, abbia idee chiare e lavori bene. Venturini ha queste caratteristiche che io rivedo anche in Marcato». A proposito del modello Venezia: qui Azione ha corso con il centrodestra mentre a Padova sta dalla parte opposta. Calenda ha già annunciato che dialogherà con tutti. Sarà possibile una nuova alleanza? «A Venezia dialogano bene con noi, se c’è condivisione dei programmi perché no?». Nel Pd padovano il nome più caldo è quello di Andrea Micalizzi, l’ex vicesindaco oggi seduto con lei in consiglio regionale. Che partita sarà? «L’ho conosciuto negli ultimi mesi e mi sembra una brava persona, ma secondo noi in città ci sono molte criticità. Per Padova siamo convinti di proporre un nome alternativo che faccia meglio di Giordani e che possa fare asse con Stefani in Regione, con Conte a Treviso e con Venturini a Venezia. La famosa Pa-Tre.Ve...».Nel 2027 si corre anche a Verona, dove quattro anni fa il centrodestra si era spaccato aprendo la strada alla vittoria di Damiano Tommasi. E adesso? «Anche per Verona dobbiamo trovare il candidato il prima possibile. Battere un’amministrazione uscente è difficile e non dobbiamo più commettere l’errore di dividerci».









