PADOVA - La politica è così. Nemmeno il tempo di archiviare il referendum e c’è già una nuova sfida elettorale a cui pensare. Mentre a Venezia entra nel vivo la campagna per il dopo Brugnaro, a Padova iniziano le manovre per conquistare la poltrona di Sergio Giordani. Si voterà nel 2027 ma i partiti sono già in fermento e ieri è bastata una frase del governatore Stefani per accendere i riflettori su questa sfida: «Marcato in corsa per fare il sindaco? Sarebbe una candidatura assolutamente credibile su cui poter costruire un progetto politico».
La Lega punta a riconquistare la città dopo dieci anni di amministrazione di centrosinistra. Tutti sanno che non sarà una partita facile e le ultime votazioni lo dimostrano. Al referendum si è imposto largamente il “No” (56,8%), alle Regionali il Pd è stato nettamente il primo partito e pure Stefani è stato superato (di un punto) da Manildo. Sulla sponda opposta conoscono bene questi numeri e sanno che servirà un candidato forte. Chi? Se per la successione di Giordani il Pd ragiona su due nomi di partito (il consigliere regionale Micalizzi e il vicesindaco Bressa), nel centrodestra la scelta è un grande rebus.
Stefani, intervenuto ieri al Bo per l’inaugurazione dell’anno accademico, avalla l’ipotesi Marcato scegliendo però toni prudenti. «È ancora presto per individuare un nome - aggiunge -, saranno le segreterie regionali a gestire questa scelta».






