Per Jean-Michel Jarre, il pioniere della musica elettronica, «l’Ai sta raccogliendo il passato e riconoscendo gli stili, ma sono certo che genererà anche nuovo hip hop, nuovo metal, nuova techno, nuovi generi e nuove forme artistiche. Ed è qualcosa di molto entusiasmante».

Per lui l’Ai diventa uno strumento aggiuntivo, parte di una lunga evoluzione tecnologica nella musica, ma non può sostituire l’estro umano: «L’Ai sarà uno strumento straordinario, ma la musica riguarda ancora ciò che si può creare nel mondo occidentale con 12 note. Ciò che rende unici Rosalia, Miles Davis o Billie Eilish è il fatto che la musica sia un’estensione della loro personalità e unicità, e questa specificità non può essere sostituita dall’Ai».

L'intelligenza artificiale come Augmented Imagination

Chi parla è un genio assoluto, tra i primi artisti a esplorare le potenzialità dell’Ai generativa, sia in ambito sonoro che visivo: per lui la tecnologia non sostituisce la creatività umana, ma ne espande e ne potenzia le possibilità, da qui la sua definizione dell’Ai come «Augmented Imagination». Nato a Lione il 24 agosto 1948, artista eclettico, innamorato del futuro e dell’ambiente, Jean-Michel Jarre è un instancabile innovatore. Il suo catalogo conta oggi 22 album in studio che hanno superato 85 milioni di copie vendute nel mondo e gli hanno fatto vincere numerosi premi e riconoscimenti.