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Barbara Visentin

Il pioniere dell'elettronica sarà in Italia il 18 luglio per il gran finale di Jazz Open Modena

Chi ha paura dell’Intelligenza Artificiale? Certamente non Jean-Michel Jarre, talmente entusiasta delle nuove possibilità tecnologiche da trasformare l’acronimo in Immaginazione Aumentata. Il visionario musicista elettronico francese utilizzerà un sistema di AI anche per lo show che è in programma il 18 luglio in Italia, culmine di Jazz Open Modena (festival al via il 13 con Diana Krall e Gregory Porter): «Userò tecniche immersive per creare un impatto 3D sia nel suono sia nei visual, mentre gli algoritmi trasformeranno le immagini in modo che non siano mai uguali ad altri show. Mi piace l’idea che ogni spettacolo sia unico».

Jarre tiene a ribadire che «la tecnologia è neutrale e non va temuta. Ciò che conta è la persona che la usa e si possono esprimere emozioni tanto con un violino quanto con l’AI». Secondo lui, tempo 10 anni e tutti gli artisti in qualche maniera la utilizzeranno: «Accadrà per forza perché è come se parlassimo di una nuova grammatica che tutti integreranno — sostiene Jarre, 77 anni —. Non dobbiamo essere ingenui, ci sono dei problemi di proprietà intellettuale che vanno risolti, ma lo strumento in sé offre tante possibilità che sicuramente creeranno i prossimi generi artistici, musicali e cinematografici».