Musica e tecnologia sono due mondi che si sono incontrati più volte nel corso della storia.

Forse mai, però, il loro rapporto ha portato a interrogarsi come dopo l'avvento dei sistemi di intelligenza artificiale generativa. Se n'è parlato oggi pomeriggio al convegno "Musica&AI", organizzato dall'Airia (Associazione Regolazione Intelligenza Artificiale) all'Università Roma Tre.

"Il rapporto tra musica e tecnologia è sempre stato all'avanguardia - ha affermato in apertura Luca Aversano, direttore del dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell'ateneo -. Dal mio punto di vista il tema più importante è quello dell'autorialità quando viene utilizzata l'IA per generare musica. Ma a questo si potrebbe rispondere che l'invenzione stessa dell'autorialità è una cosa tarda, perché la musica non ha avuto autori per secoli".

"Oggi nell'ecosistema delle startup di IA generativa dedicata alla musica ci sono circa 300 aziende totali al mondo", ha spiegato Chiara Santoro, music and tech advisor dell'Airia. Gli strumenti sono molto vari, da quelli che generano canzoni dal testo a quelli che servono per il mixing o identificano se è stata usata l'IA in un brano. "Ma c'è allo stesso tempo un'invasione di contenuti - ha aggiunto - ogni giorno sulle piattaforme vengono pubblicate 106mila tracce e non c'è una stima di quante siano generate da IA. Pochissime riescono ad avere almeno 100 ascolti l'anno".