Rossella Lo Faro (Fimi): “Universal e Warner stanno negoziando con le piattaforme, un sondaggio dimostra che il pubblico non vuole brani artificiali a imitazione degli artisti”

Rossello Lo Faro

Genova - L’Intelligenza Artificiale non è il futuro, ma il presente. La Casa delle Tecnologie Emergenti – Opificio Digitale per la Cultura di Genova, a Pra’, nell’ambito di “Stazione Futuro”, ha ospitato Rossella Lo Faro, head of corporate affairs & communication della Fimi, la Federazione Industria Musicale Italiana. L’incontro dal titolo “Le nuove economie della musica, dalle sfide dello scouting all’impatto dell’Intelligenza Artificiale”, dedicato ai cambiamenti in atto nel settore della musica tra innovazione tecnologica, nuovi modelli di business e impatto dell’IA, ha cercato di decifrare alcuni dei mutamenti più importanti in ambito musicale.

«L’impatto che sta avendo l’Intelligenza Artificiale ci fa pensare che non possa essere un fenomeno arrestabile – spiega Lo Faro - e non è neanche questo l’obiettivo dell’industria, che non deve demonizzare lo strumento ma, allo stesso tempo, deve evitare che si sostituisca all’umano, tutelando i diritti di artisti, autori e produttori. Ci si sta muovendo all’interno di un quadro normativo per rendere sostenibile l’Intelligenza Artificiale nella filiera musicale: un sistema di regole che possa intervenire in particolare sul processo di training di queste piattaforme, che spesso utilizzano dati musicali in modo illecito. Questo è un aspetto che va necessariamente controllato. In sostanza, l’utilizzo delle fonti da parte delle piattaforme deve essere autorizzato: se una piattaforma utilizza musica soggetta a copyright, deve avere il permesso per farlo previo accordo e autorizzazione».