Roma, 13 apri. (askanews) – “Questo tipo di intelligenza artificiale ha il potenziale di intervenire anche nel processo creativo umano. Certamente dipende dai dati che ha mangiato, ma poi li combina in infinite altre combinazioni che possono imitare il processo creativo delle persone”. A parlarci di intelligenza artificiale generativa, creatività e autocoscienza della macchina è Elena Baralis, docente ordinario di sistemi di elaborazione delle informazioni al Politecnico di Torino, Prorettrice del Politecnico.

Questa è una puntata di Italiane della scienza, un podcast della rubrica SGUARDI prodotto da askanews e io sono Alessandra Quattrocchi. Ingegnere, astrofisiche, informatiche, matematiche, ogni anno che passa sono più numerose le italiane che in patria e all’estero entrano nei campi più vari delle scienze e della materie STEM, ovvero la sigla inglese per Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. Raccontiamo le loro storie e le loro ricerche.

“ll mio grande interesse è studiare la trasparenza e la polarizzazione dei modelli di machine learning” ci spiega. “Vuol dire che io vado a studiare come questi modelli possono essere influenzati dai dati che usano per l’apprendimento. E l’esempio pratico interessante è proprio quello degli assistenti vocali intelligenti. Questi assistenti sono addestrati per capire dei comandi vocali, ma su una collezione di dati che non necessariamente ricopre tutte le diverse possibilità. Tipologie di pronuncia, le inflessioni dialettali, parlare rapidamente o lentamente… Identificate le categorie problematiche si può cercare di rimediare e si parla di “bias mitigation”. Ma il problema generale è che gli algoritmi possono comportarsi in modo non uniforme a seconda delle sottopopolazioni di dati che sono stati utilizzati per l’addestramento. E questo può ingenerare disuguaglianze di trattamento che sono particolarmente importanti nel momento in cui gli algoritmi vanno a toccare la vita delle persone, anche nel caso della scelta di popolazioni di potenziali lavoratori per esempio. Ci sono dei casi controversi che risalgono già a dieci anni fa negli Stati Uniti proprio su queste tematiche”.