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In base a delle stime, l’industria musicale ritiene che fino al 10 per cento dei contenuti presenti su tutte le piattaforme di streaming sia fraudolento, perché impersona un altro artista. Victoria Oakley, amministratrice delegata dell’IFPI (International Federation of the Phonographic Industry), l’organizzazione che rappresenta l’industria discografica a livello mondiale, ha invitato i servizi di streaming a implementare degli strumenti in grado di identificare la musica falsa o generata dall’intelligenza artificiale al momento del caricamento.
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