Nell’epoca dell’intelligenza artificiale, del deepfake, e di creazioni fittizie realizzate dagli strumenti messi a disposizione dalle stesse piattaforme social (come Meta AI ma non solo), il dibattito sull’intelligenza artificiale e i rispettivi usi divide il mondo soprattutto quello dell’arte, della musica e del giornalismo. Da una parte c’è chi la considera uno strumento rivoluzionario capace di amplificare la creatività umana ma dall’altra chi teme che possa sostituire artisti, autori e professionisti, svuotando le opere della loro autenticità. In questo scenario, i Rolling Stones sembrano aver mostrato una delle possibili strade più intelligenti e moderne per utilizzare la AI senza perdere identità, stile e umanità ma per sfruttarla a proprio vantaggio.
Per il videoclip del brano “In The Stars”, singolo estratto dal nuovo album “Foreign Tongues” infatti, Mick Jagger e compagni hanno scelto di affidarsi alla tecnologia di Deep Voodoo, una società specializzata in effetti digitali e tecniche avanzate di de-aging (ringiovanimento digitale). L’obiettivo non era creare una band artificiale o generare musica tramite algoritmi, ma utilizzare la tecnologia come supporto creativo, ringiovanendo digitalmente i membri del gruppo e costruendo un’estetica visiva capace di dialogare con il passato e il presente della band.









