“Si è trattato di un colpo basso, un’intimidazione, un modo per cercare di mettermi a tacere quando io avevo già depositato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Alan Fabbri. Lasciare l’articolo del 2021 in cui si riportava l’arresto di mio figlio per una questione di droga sui banchi del consiglio comunale, quando stavo per intervenire, è stata un’azione indegna. Ma io non ci sto, ho depositato querela e oggi ne deposito un’altra alle 16, mio figlio, che oggi procederà autonomamente a rivalersi, non ha alcun ruolo politico e ha diritto a non essere tirato in ballo”. L’avvocato Fabio Anselmo, già difensore della famiglia Cucchi, ex sfidante di Fabbri alle elezioni e oggi sui banchi del consiglio comunale a Ferrara, ancora non crede a quanto successo durante l’ultimo consiglio comunale.

In programma c’era, come ultimo punto all’ordine del giorno, la discussione della mozione di sfiducia depositata dallo stesso Anselmo nel confronti del sindaco, dopo l’incidente d’auto che ha coinvolto il primo cittadino lo scorso 4 maggio e l’assessora Francesca Savini. Savini, che si è dimessa quando il fatto è venuto alla luce, era alla guida di un’auto finita alle 19 contro un palo e poi è stata ritrovata con un tasso di alcol nel sangue superiore alla norma. Secondo Anselmo, Fabbri doveva rispondere politicamente di quanto avvenuto, perché “secondo il diritto civile ci sono anche responsabilità del trasportato quando un conducente viene trovato alla guida in grave stato di ebrezza” e perché il sindaco di Ferrara fa parte di un partito che esprime il ministro dei trasporti e che fa battagli per la sicurezza stradale.