Su Carroccia «nessuno mi ha avvisato» e «peccato che non mi abbiano avvertito, altrimenti non avrei avuto rapporti con famiglie di un certo tipo, non mi sarei dimesso da sottosegretario, non avrei sottoposto anche la mia famiglia a uno stress importante e poi non avrei perso dei soldi, che è l'ultimo dei miei problemi in questa vicenda». Così l'ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro - ascoltato in Antimafia in merito al locale romano collegato a Mauro Caroccia di cui era socio. Delmastro, che ha anche parlato di "imperdonabile leggerezza politica", ha ricordato: «Il 18 febbraio vi sarebbe stata la condanna definitiva di Caroccia e il 27 febbraio io ero fuori dalla società. Non appena ho avuto notizia vi è stata una precipitosa fuga mia e di tutti i soci da quel contesto societario, disinteressati al fatto che questo comportava perdere ogni investimento fatto. L'importante era fuggire in ogni modo a un contesto che è distante anni luce dalla mia formazione culturale. Ho conosciuto Carroccia quando andammo a cena lì, prima ancora non sapevo chi fosse. Al 18 o 19 febbraio vi è contezza e io il 27 cedo le quote a un'altra socia, la signora Pelle. Scopro la cosa, avviso tutti e dico che dobbiamo uscire velocemente. Non ho googlato prima, se lo avessi fatto non avrei fatto la società, non avrei perso dei soldi e non mi sarei dimesso. Ho googlato e ho fatto quello che dovevo fare: dimettermi. La mia quota finanziamento come socio era di 25mila euro più altri 1.500 euro dopo». La figlia dei Carroccia incensurata Poi Delmastro si sofferma sui rapporti con la famiglia Carroccia e la creazione della società. «Non è reato fare una società con una persona incensurata. Quando rilasciai quelle dichiarazioni mi riferivo al fatto che la figlia di Caroccia era incensurata. Comunque a me non è stato ancora contestato nulla dalla magistratura». Delmastro risponde in merito alla sua partecipazione nell'attività commerciale “Bisteccheria d' Italia” che gestiva la società “Le Cinque Forchette” insieme a Miriam Caroccia, figlia del ristoratore Mauro attualmente in carcere per riciclaggio nell'ambito dei legami con il clan Senese. Aggiunge di «non aver mai avvisato Giorgia Meloni» della partecipazione a quella società (“Le Cinque Forchette”, ndr), «l''unico che ho avvisato in quanto responsabile organizzativo del partito è stato l'onorevole Donzelli, condividendo con lui la necessità di uscirne precipitosamente. E l'ho avvisato appena saputo della condanna» di Mauro Caroccia. Il tifo per la Lazio E quindi il tifo e la sua passione per il calcio. In particolare la Lazio. «Sono della Lazio" ma «non ho mai frequentato gruppi organizzati di tifosi». Delmastro risponde sempre sulla vicenda Caroccia aggiungendo che non gli è mai capitato di frequentare gruppi organizzati di tifosi e che la sua «non è una tifoseria vissuta in curva».