La condanna delle immagini delle violenze e degli abusi contro gli attivisti della Flotilla fermati dall’Idf è corale, ma le sanzioni proposte dall’Italia contro il ministro della Sicurezza israeliano Ben Gvir, per l’Europa, possono aspettare. Al momento – stando a fonti comunitarie – è improbabile che si raggiunga l’unanimità necessaria per imporre misure punitive contro il ministro israeliano estremista di destra, motivo per cui l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, arrivando alla riunione informale dei ministri degli Esteri Ue a Limassol, ha precisato che la discussione non è in programma oggi. La decisione, che richiede il consenso di tutti i Paesi membri, è ostacolata da Bulgaria e Repubblica ceca. Sul ‘caso’ Ben Gvir, l’informale cipriota sonderà in ogni caso gli Stati membri, lavorando in vista del prossimo consiglio Affari Esteri di giugno, in calendario in Lussemburgo, dove l’iniziativa potrà essere discussa formalmente.
“Quelle sanzioni sono già sul tavolo da mesi, e abbiamo anche altre proposte. Oggi non mi aspetto che approfondiremo molto la discussione su questi argomenti, perché abbiamo anche degli ospiti. Ma sicuramente, nella riunione del Consiglio Affari esteri di giugno ne parleremo. Naturalmente, c’è anche molta pressione da parte degli Stati membri che finora si sono opposti alle sanzioni contro i ministri”. Anche per il ministro degli Esteri Tajani, vista la mancanza di unanimità, “è ancora presto per concludere. Abbiamo richiesto, per quello che è successo qualche giorno fa”, con i manifestanti trattati “senza alcun rispetto alla dignità umana, con aggressività, con violenza, da un ministro che è responsabile della Sicurezza nazionale, sanzioni forti da parte dell’Unione Europea. Stiamo lavorando perché tutti quanti decidano di intervenire. Quindi è una decisione mirata ad una persona per fatti ben precisi. Mi auguro alla fine che si possa raggiungere l’accordo”. Il titolare della Farnesina ha inoltre aggiunto, parlando di ulteriori proposte, di essere “pronti a discutere” delle restrizioni al commercio proveniente dagli insediamenti israeliani ma la priorità è di “imporre prima sanzioni contro Ben Gvir“. “Il primo punto – aggiunge – è decidere durante il prossimo Consiglio, perché si tratta di una riunione informale. Dobbiamo discutere per decidere le sanzioni contro il ministro Ben Gvir perché è stato protagonista di questo incredibile attacco, compiuto con la polizia israeliana contro i cittadini europei. Le sanzioni contro di lui riguardano questo episodio. Poi c’è una proposta franco-svedese” sulle restrizioni al commercio proveniente dagli insediamenti israeliani e “siamo pronti a discuterne. Probabilmente avremo una proposta dalla Commissione europea e la studieremo. Siamo pronti a discuterne, ma penso che prima dobbiamo imporre sanzioni contro Ben Gvir”.












