L’Italia ha chiesto all’Unione europea di sanzionare il ministro per la sicurezza israeliana Ben Gvir. Una sanzione individuale verso uno degli esponenti più estremisti del governo Netanyahu che per passare però dovrà essere votata all’unanimità dai Paesi europei compresa la Germania (che finora, proprio facendo asse con il nostro Paese, si era opposta a sanzioni contro Israele) nel prossimo consiglio europeo dei ministri degli Esteri. Un cambio di posizione netta da parte del governo Meloni arrivato dopo la pubblicazione sul profilo di Ben-Gvir con il video del trattamento riservato agli attivisti della Sumud Flottilla e la scritta provocatoria “Welcome to Israel”. Un trattamento definito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella “incivile e infimo, inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali”. Per le opposizioni però la responsabilità di quel trattamento con gli attivisti inginocchiati con la faccia a terra, che hanno raccontato di essere stati picchiati dalla polizia, non può essere di certo responsabilità di un unico ministro ma dell’intero governo Netanyahu. Ed è solo una piccola parte di una situazione ben più tragica: la crisi umanitaria in corso a Gaza. A metà maggio, dopo uno stallo durato ben 2 anni, l’Ue aveva iniziato a sanzionare i coloni israeliani (singoli provvedimenti con il divieto di ingresso in territorio europeo e congelamento dei beni) ma non le merci che provengono dai territori palestinesi occupati e che continuano ad arrivare in Europa. Resta in vigore l’accordo di cooperazione commerciale Ue-Israele per il veto che c’è stato finora da parte di Italia e Germania. Le misure economiche avrebbero un’incidenza ben diversa rispetto alle sanzioni individuali a Ben-Gvir.
Il caso delle sanzioni europee a Ben Gvir chieste dall'Italia: perché ti riguarda? - Il video
Un cambio di posizione netta da parte del governo Meloni arrivato dopo la pubblicazione sul profilo del ministro israeliano con il video del trattamento riserva










