Roma, 21 mag. (askanews) – Dopo l’indignazione sul video postato da Ben Gvir che irride gli attivisti della Flotilla, inginocchiati con le mani legate dietro la schiena, strattonati e malmenati, l’esecutivo italiano parla oggi attraverso il ministro degli esteri Antonio Tajani che annuncia di aver chiesto “di includere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri Ue l’adozione di sanzioni” contro il ministro della Sicurezza di Israele “per gli inaccettabili atti compiuti, prelevando gli attivisti in acque internazionali e sottoponendoli a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani”. Per ora, nulla di più. Il mirino di governo e maggioranza resta puntato sul ministro Ben Gvir senza una condanna esplicita alle politiche dell’intero esecutivo guidato da Benjamin Netanyahu da cui le scuse formali richieste non sono ancora arrivate.

Si intensifica quindi il pressing delle opposizioni che chiedono di passare dalle “parole” ai “fatti”: l’Italia deve riconoscere lo stato di Palestina, colpire con sanzioni l’intero esecutivo israeliano, interrompere i rapporti commerciali, militari e finanziari e rinunciare al veto in Ue che impedisce lo stop dell’accordo di associazione Unione Europea-Israele. Difficile, secondo quanto si apprende, che il governo Meloni possa imprimere questa inversione a U nei rapporti con Israele e l’alleato Usa.