Dopo le parole di condanna, si torna sempre lì, alla stessa domanda: quali azioni concrete l'Italia e l’Europa possono mettere in campo per contrastare la deriva di Israele? Il ministro Tajani, a nome del governo, ha chiesto all’Alto Rappresentante per la politica estera della Ue, Kaja Kallas, di adottare sanzioni verso il ministro per la sicurezza nazionale israeliana Ben-Gvir. La decisione dovrebbe essere trattata nella prossima riunione dei ministri degli esteri dell’Unione. È la reazione più decisa dopo il video choc degli attivisti della Flotilla legati, bendati e inginocchiati, e persino derisi dal ministro oltranzista.

Itamar Ben-Gvir con Benjamin Netanyahu

La petizione contro gli accordi di partenariato tra l’Unione europea e Israele firmati nel 2000

La scelta di sanzionare Ben-Gvir è l’ultimo tassello del percorso con cui la Ue, faticosamente, prende le distanze da Israele, o meglio, dai settori oltranzisti del suo governo. Nelle scorse settimane una petizione popolare che ha raccolto oltre un milione di firme in tutta Europa ha chiesto all'Ue di sospendere gli accordi di partenariato tra l’Unione europea e Israele firmati nel 2000. Tra i firmatari quasi 400 ex ministri, ambasciatori e funzionari dell’Unione, l’ex responsabile degli Affari esteri dell’Ue Josep Borrell, l’ex ministro degli Esteri svedese e ispettore delle Nazioni Unite per il disarmo Hans Blix e l’ex vicepresidente della Commissione europea Margot Wallström.