Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato di aver chiesto formalmente all'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas di inserire nell'agenda del prossimo Consiglio dei ministri degli Esteri europei l'adozione di sanzioni contro Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale israeliana. La richiesta arriva dopo le immagini degli attivisti della Freedom Flotilla in ginocchio, ammanettati, in una messa in scena umiliante che ha scatenato proteste internazionali e imbarazzi persino dentro il governo israeliano.
«Ho chiesto l'adozione di sanzioni contro il ministro per la sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir per gli inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla», ha scritto Tajani su X, parlando di attivisti «prelevati in acque internazionali e sottoposti a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani».
La mossa diplomatica italiana segue un'escalation di pressioni che Roma ha esercitato su Tel Aviv fin dal 18 maggio, quando la Farnesina aveva attivato le ambasciate a Tel Aviv, Ankara e Nicosia per tutelare i connazionali a bordo, tra cui un parlamentare e un giornalista. Il 20 maggio, dopo la diffusione dei video, l'ambasciatore israeliano è stato convocato a Roma per una «ferma protesta».










