Quasi pronta l’ordinanza regionale per la tutela del lavoro nelle ore più calde, ma rimane il nodo dei rider: «Servono ristori per chi non è dipendente», l’appello di Avs. L’assessore regionale Maurizio Marrone apre alla proposta delle opposizioni: «Valuteremo la questione con serietà». L’anno scorso il documento promulgato dal governatore Alberto Cirio era entrato in vigore dal 2 luglio al 31 agosto. Se le temperature anomale di questo fine maggio, però, dovessero perdurare, le misure potrebbero essere anticipate anche di un mese: «Gli uffici ci stanno già lavorando» fanno sapere dal Grattacielo. In Liguria, ad esempio, il provvedimento è stato già messo in campo.

L’ordinanza vieta il lavoro pesante nelle ore più calde L’ordinanza dovrebbe replicare, sostanzialmente, le regole dell’anno scorso, con il divieto di lavoro in condizioni di esposizione diretta e prolungata al sole tra le 12. 30 e le 16 per tutte le mansioni classificabili come “attività fisica intensa”: chi porta materiale pesante, spala o scava, deve camminare velocemente, spinge o tira carri, dispone blocchi di cemento, sale ripetutamente scale o gradini. Il tutto esclusivamente nei giorni con rischio “alto” di stress termico (secondo le mappe pubblicate dal sito Worklimate) e con la possibilità per i Comuni di «derogare, temporaneamente e previa valutazione della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche».