di
Francesco Bertolino
Spesi 166 miliardi, in arrivo da Bruxelles l’ultima rata. Meloni: «Sembrava impossibile, ma siamo stati all’altezza». Il tasso di dispersione scolastica scende sotto la media europea
La scadenza del 31 agosto 2026 è ormai alle porte e per il Pnrr è tempo di bilanci. «Poco meno di quattro anni fa, abbiamo ereditato una grande responsabilità: portare avanti il Piano di ripresa e resilienza più consistente d’Europa, sia dal punto di vista finanziario che degli obiettivi da raggiungere», ha ricordato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aprendo la due giorni de L’Italia del Pnrr. Sembrava «una sfida impossibile da vincere» ma l’Italia «è stata all'altezza del compito» e «ha raggiunto e mantenuto nel tempo il primato europeo nell’attuazione del piano», ha proseguito Meloni, enumerando i risultati ottenuti sinora: «166 miliardi di euro ricevuti, 416 traguardi raggiunti, 660 mila progetti finanziati, di cui 550 mila conclusi e circa 100 mila in fase avanzata di realizzazione». Per la conclusione del piano manca ancora «l’ultimo miglio, probabilmente il più impegnativo».
Le crisi energeticheL’Italia deve infatti ancora incassare dall’Unione europea la decima rata da 28,4 miliardi che è vincolata al raggiungimento di 157 obiettivi. «Dobbiamo rendicontare il triplo degli obiettivi in un terzo del tempo — ha ricordato Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei e, appunto, per il Pnrr — ma sono ottimista». Nel frattempo, l’evento ha offerto l’opportunità ai ministri di raccontare i progetti finanziati con il piano, la cui attuazione è stata condizionata da due crisi energetiche epocali: l’invasione russa dell’Ucraina e la guerra in Iran. «Fra l’una e l’altra abbiamo trasformato il Paese, ribaltando la direzione dei flussi del gas e aumentando la produzione da rinnovabili», ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica nel corso di un panel moderato dal direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana. «Nel 2030 avremo più autonomia, anche se il gas rimarrà cruciale perché assicura continuità alle forniture — ha aggiunto — un altro elemento di continuità sarà il nucleare, di cui prevedo un ritorno nel 2034».















