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Una disfatta simile il centrosinistra non l’immaginava neppure nei suoi peggiori incubi. Una sconfitta così pesante deve per forza aprire una discussione seria – e come si dice in questi casi: ampia e approfondita – all’interno del Pd e della coalizione per capire come sia stato possibile realizzare un simile “capolavoro” in salsa reggina. Un distacco così netto tra la città e il centrosinistra deve porre degli interrogativi. Noi ne abbiamo posti alcuni a Pino Caminiti, il quale essendo a giusta distanza dalla politica attiva, riesce a vedere le cose con il giusto distacco.

Ricordo che, nell’ultima nostra conversazione, lei paventò alcuni spauracchi sulla strada del centrodestra, il voto disgiunto e soprattutto il ballottaggio come conseguenza di una possibile affermazione delle liste civiche. Anche lei non aveva chiaro quanto si andava profilando?

«Eravamo all’inizio della campagna elettorale, cosa voleva che dicessi, che era già tutto scritto? Che si poteva evitare di perdere tempo e soldi inseguendo una chimera? Alla mia età una certa dose di cinismo è d’obbligo ma per educazione politica non ho mai amato gli spari sulla Croce Rossa, i boia e i teorici del tanto peggio tanto meglio».