Sulle pagine di questo giornale, Pina Picierno ha annunciato il suo addio al Partito democratico dicendo che “la casa dei riformisti non c’è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. E’ ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni”. Subito dopo le parole della vicepresidente del Parlamento europeo, i centristi Calenda, Marattin, Marcucci e Gozi - che il Pd lo hanno lasciato diverso tempo fa - hanno appoggiato la sua scelta invitandola a lavorare insieme. Il primo a parlare è stato Sandro Gozi dicendo che Picerno "ha avuto il merito di affermare una verità che molti vedono e pochi hanno il coraggio di dire. Non si può essere europeisti a giorni alterni, atlantisti a convenienza o riformisti solo a parole. Abbiamo il dovere costruire una grande forza europea di governo, che unisca riformisti, liberali, democratici ed ecologisti pragmatici, per rispondere in modo credibile alle sfide del nostro tempo. La guerra in Ucraina, la minaccia delle autocrazie e la competizione globale non aspettano che la sinistra italiana risolva i suoi conflitti identitari: impongono scelte chiare". L'eurodeputato di Renew Europe - formazione nella quale dovrebbe approdare Picierno - ha aggiunto che "oggi la vera divisione non è tra destra e sinistra, ma tra chi vuole un'Europa davvero potenza, capace di decidere e di agire, e chi continua a inseguire populismi, ambiguità e vecchi riflessi ideologici. Perché l'alternativa è semplice: o l'Europa diventa protagonista del proprio destino, oppure saranno altri a decidere per noi".Subito dopo, è stato il turno di Carlo Calenda. Su X il leader di Azione ha scritto che la vicepresidente "ha avuto il coraggio di lasciare il Partito democratico per non rinunciare ai propri valori. In questo momento della storia l'europeismo non può essere un tratto retorico così come la politica estera - Ucraina in primis - non può essere oggetto di negoziati con i populisti filorussi. Spero che potremo lavorare insieme per costruire un'alternativa europeista, liberale e riformatrice al bipopulismo".Anche Luigi Marattin e Andrea Marcucci invitano Picierno a lavorare insieme. "Ci siamo passati in tanti. Tanta stima per Pina Picierno, persona coraggiosa e con le idee giuste (e il coraggio necessario). Se vorrà rimanere nell'alveo del centrosinistra, tanti auguri sinceri e buona fortuna. Se invece vorrà costruire al di fuori delle due coalizioni, la disponibilità mia e del Partito liberaldemocratico a lavorare insieme, senza egocentrismi e senza imporre leadership a priori", ha scritto su X Marattin, segretario e deputato del Partito liberaldemocratico. Mentre il presidente del Pld, Marcucci, ha attaccato il suo vecchio partito e la segretaria Schlein: "Il Pd è irreversibilmente cambiato, ha un'altra storia rispetto all'atto di fondazione del partito. Gli attacchi, spesso violenti e ingenerosi dei militanti contro la vicepresidente del Parlamento Europeo, il contemporaneo silenzio dei vertici, della segretaria Elly Schlein, ci racconta che la natura di quel partito ha preso una direzione lontana dal riformismo e dalla liberaldemocrazia. Una certezza che ognuno di noi ha avuto abbandonando il Pd. Stimo da anni Pina Picierno, il suo coraggio, il suo rigore e condivido i suoi obiettivi per il futuro. Ci saranno tante battaglie da fare insieme, Pina".