Le motivazioni sono i danni alla produzione foraggera e alle infrastrutture sciistiche, ma se da una parte si vogliono "accontentare alcuni allevatori", dall’altra "il benessere animale, quello delle marmotte rilasciate, rischia di cadere nel dimenticatoio". Hanno davvero senso la cattura e la traslocazione di molte decine di esemplari (un centinaio soltanto lo scorso anno) dal Piccolo Tibet in altre aree della Valtellina? Lo chiede la Lac, Lega per l’abolizione della caccia, che esprime perplessità riguardo al piano in corso di attuazione. Per andare a fondo alla questione, "e non senza qualche difficoltà burocratica" dicono dalla Lac, sono stati chiesti e ottenuti dalla Provincia di Sondrio i dati sul piano di cattura e sulla relativa attuazione negli anni passati per poter ricostruire, così, un quadro abbastanza completo a partire dagli anni 2021-22 per arrivare al 2024 e al progetto previsto per gli anni 2025-27. Ebbene, da quanto appurato "le operazioni di cattura e rilascio della marmotta iniziate a Livigno dal 2004 hanno rappresentato un tentativo importante di ripopolamento, ma la loro impostazione metodologica presenta numerose criticità che ne hanno ridotto l’efficacia e la solidità scientifica, in special modo se si considera quanto fatto prima del 2020". "In pratica – fanno sapere dalla Lega per l’abolizione della caccia - si hanno scarsissime informazioni sul tasso di riproduzione".
Marmotte sfrattate. I dubbi dalla Lac
Le motivazioni sono i danni alla produzione foraggera e alle infrastrutture sciistiche, ma se da una parte si vogliono "accontentare...








