CHIES - «Il limite massimo di quattro esemplari abbattibili in un anno in tutta la Regione? Troppo basso. E che dire della deroga che scatta dopo due attacchi? Ormai qui da noi il danno è stato fatto. Ma se serve siamo pronti a muoverci ancora, questa volta chiedendo una deroga anche per l'Alpago»: dopo le richieste arrivate in Regione da parte della Lessinia di derogare al divieto di abbattimento del lupo, Gianluca Dal Borgo, sindaco di Chies d'Alpago che in questi anni ha contribuito in maniera decisiva a tenere alto il dibattito sulle predazioni del lupo, chiarisce alcuni aspetti.
LE RICHIESTE «Preso atto che sono state inoltrate richieste di attivazione di deroghe per l'abbattimento di lupi relativamente alla Lessinia spiega il primo cittadino - ribadisco che anche il territorio della conca alpagota è a sua volta oggetto di una catena di predazioni». Un dato di fatto che non servirebbe nemmeno dimostrare. Ma Dal Borgo precisa: «Tanto è vero che Ispra (istituto superiore per la ricerca e protezione ambientale) ha classificato i nostri Comuni della conca dell'Alpago tra quelli a massima intensità di predazioni. E con essi anche i territori limitrofi di Ponte nelle Alpi, Soverzene e Belluno». Tecnicamente queste aree si chiamano "hot spot". E si tratta di quelle zone "dove l'applicazione delle deroghe assume priorità ed è sufficiente il verificarsi di almeno due attacchi in un allevamento per rendere possibile l'inoltro della richiesta di parere all'Ispra". «I territori dei nostri tre comuni -precisa Dal Borgo- hanno già subito molte predazioni, in questi anni hanno chiuso 40 aziende di allevamento; nel frattempo, chi è riuscito a resistere ha deciso di tenere i capi, pecore ed asini, in stalla. Quindi la possibilità di chiedere una deroga da una parte arriva tardi, dall'altra il limite di due capi all'anno in tutto il Veneto è basso». Anche qui il sindaco cita i numeri e fa il confronto con altre realtà: «In Francia il numero di abbattimenti previsti è di 200 all'anno con lo scopo di mantenere il numero complessivo di lupi intorno ai mille esemplari. In Italia invece ne abbiamo 5.000». Il sindaco però non demorde: «Con queste premesse, e pur tenendo in considerazione il vincolo del numero massimo di lupi abbattibili pari a 4 per tutta la Regione Veneto nel 2025, nel caso si verificassero nuovi attacchi, quindi almeno due, anche noi chiederemo alla Regione di procedere alla richiesta anche per l'Alpago».LE MANI AVANTI Una posizione ed una richiesta di intervento espresse, per così dire, in maniera preventiva. Nascono da una serie di conoscenze ed acquisizioni: di quanto accaduto negli anni scorsi, del territorio e del lupo stesso: «In questa stagione di inizio autunno chiude il sindaco alpagoto - i lupi esercitano infatti il massimo delle predazioni, in forza delle condizioni meteo e dell'inizio dell'attività predatoria da parte degli esemplari giovani. È necessario intervenire subito per garantire continuità di attività dopo anni che il territorio è stato vittima di predazioni, nonostante le misure preventive adottate». Fra le tante iniziative intraprese in questi anni, va ricordata almeno quella del febbraio 2024 quando una delegazione del comune di Chies - costituita dal sindaco Gianluca Dal Borgo, dal consigliere con delega ai lavori pubblici Paolo Zanon e dal capogruppo Ezio Barattin arrivò sino a Biella per sottoporre la questione del lupo e delle predazioni al ministro dell'Ambiente Gilberto Fratin Pichetto.









