CHIES D’ALPAGO (BELLUNO) - L’Italia accoglie la direttiva Habitat recependo il declassamento del lupo nel quadro delle normative europee. Ma l’associazione “Io non ho paura del lupo” dice che la priorità è ancora quella della prevenzione. Mentre il sindaco di Chies d’Alpago Gianluca Dal Borgo osserva: «Finché il nostro Paese non modificherà la legge 157 del 1992 che dichiara che nella fauna selvatica il lupo è animale da proteggere, non cambierà niente. E i conti del monitoraggio non tornano: non è possibile che in tutto il Veneto ci siano solo 80 lupi, se solo in provincia sono più di 110».

Sul decreto del Ministero dell’Ambiente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, l’associazione “Io non ho paura del lupo” osserva: «Non significa il via libera ad abbattimenti indiscriminati, né che il lupo diventi una specie cacciabile. La normativa europea prevede infatti che qualsiasi intervento sia compatibile con il mantenimento della specie in uno stato di conservazione soddisfacente e che sia dunque fondato su una conoscenza solida e aggiornata della popolazione di lupo». Nel frattempo, è stato anche pubblicato un decreto che fissa il “tasso massimo annuo di prelievo”, ripartito per Regioni e Province autonome. Nell’anno 2026, in Italia potranno essere abbattuti in totale 160 lupi a fronte di una popolazione stimata di circa 3.500 esemplari. Questa quota rappresenta un limite massimo teorico, un tetto di sicurezza entro cui potrebbero collocarsi eventuali autorizzazioni, ma non è un obiettivo da raggiungere e non autorizza da sola alcun intervento. «Il lupo non diventa una specie cacciabile e non partono automaticamente gli abbattimenti. Il vero nodo da sciogliere non è tanto il declassamento in sé, quanto l’assenza di un quadro nazionale chiaro. Senza un adeguamento della legge 157/92, per la quale il lupo è ancora una specie protetta, senza criteri di monitoraggio condivisi e un piano nazionale di gestione e conservazione del lupo, qualunque decisione rischia di essere fragile dal punto di vista legale e di alimentare contenziosi e conflitti invece di risolverli».