Il Wwf critica l'"ulteriore passo verso il declassamento del lupo in Italia", con la pubblicazione, oggi, in Gazzetta Ufficiale del decreto, che recepisce l'abbassamento dello stato di protezione del lupo a livello nazionale.

Tuttavia, osserva la ong, "non si tratta di un via libera alla caccia al lupo".

Per rendere il declassamento efficace, spiega l'associazione ambientalista, "occorre la modifica della legge 157/92, per la quale il lupo è ancora specie rigorosamente protetta".

"L'Italia, purtroppo, non ha ascoltato gli appelli del mondo scientifico e ha accelerato l'iter per recepire il declassamento approvato a livello europeo (nella Convenzione di Berna prima e poi nella Direttiva Habitat) - aggiunge il Wwf Italia - Il declassamento rappresenta una scelta politica e ideologica che non genererà alcun vantaggio per il comparto zootecnico, minacciato da problemi ben più gravi della presenza del lupo, come dimostrano anche i recenti numeri a livello italiano ed europeo (il lupo è responsabile della perdita di solo lo 0,6% del bestiame)".

Per anni, afferma il Wwf, "Governo e Regioni si sono rifiutati di approvare il Piano Lupo" anzi hanno "alimentato un allarme sociale proprio per giustificare questa soluzione, tanto drastica, quanto inutile".