Alla vigilia del voto in Senato che recepirà declassamento del lupo deciso in ambito Ue - il provvedimento che lo contiene arriverà a palazzo Madama il 17 febbraio - il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha annunciato che verrà redatto un piano nazionale per “operare come altre nazioni” nella gestione della specie. È quanto ha dichiarato a margine del Sigep World, la fiera del foodservice, in corso a Rimini.

L’intenzione è dunque quella di adottare misure analoghe a quelle sperimentate all’estero, che possono includere prelievi, trasferimenti e abbattimenti. Il ministro ha espressamente citato l’esempio della Slovacchia, che ha visitato di recente, ma anche altri Paesi europei “gestiscono” le popolazioni di lupi, anche se in maniera diversificata, secondo limiti più o meno stringenti. Tra queste la Francia, la Svezia, la Finlandia e la Svizzera, quest’ultima autorizza anche l’abbattimento dei cuccioli.

Secondo il ministro, l’obiettivo è definire un quadro normativo per affrontare quella che alcuni allevatori e amministratori ritengono sia una pressione eccessiva del predatore sulle attività agricole, soprattutto in zone montane e rurali. “Abbiamo sempre impattato questo argomento con il criterio della scienza: quando una specie è in difficoltà va aiutata, nel 1990 c'erano solo 100 lupi in Italia, oggi il numero di lupi è superiore a quanto è tollerabile nelle aree di allevamento”, ha affermato Lollobrigida. “Quindi siamo intervenuti in ogni ambito, in Europa e nella Conferenza di Berna dove si è ottenuta la possibilità di arginare il problema riportando delle soglie che siano compatibili con l'evoluzione corretta della specie lupina, senza ibridazioni che possono essere anche pericolose e possono arrivare ad essere pericolose anche per l'essere umano ma che sono sicuramente pericolose per le altre specie e abbiamo ottenuto questo risultato".